domenica 20 aprile 2014
martedì 31 dicembre 2013
giovedì 13 agosto 2009
FISCO INDAGA SU EREDITA' AGNELLI, POSSIBILE EVASIONE 1 mld
Giovanni Agnelli con i suoi pensieriFonte ANSA.it 13 agosto 2009
mercoledì 12 agosto 2009 21.45.00
Fisco indaga su eredita' Agnelli, possibile evasione 1 mld
L'indagine "e' stata aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sull'esistenza di beni all'estero". Lo dice il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera
ANSA
ROMA - L'Agenzia delle Entrate indaga sull'eredita' degli Agnelli. Potrebbero esserci capitali per oltre un miliardo all'estero mai dichiarati al fisco. La notizia, diffusa dal Tg5, e' confermata dai vertici dell'amministrazione fiscale: l'indagine dell'Agenzia sul 'tesoro' degli Agnelli "e' stata aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sulla esistenza di beni all'estero". Lo ha detto all'ANSA il direttore Attilio Befera."Le diatribe sull'eredita' sono note da mesi, sono su tutti i giornali e l'Agenzia, sulla notizia di possibili beni all'estero non dichiarati al fisco, come fa sempre ha anche in questo caso aperto l'indagine", ha proseguito. I controlli sono stati avviati in concomitanza con l'approvazione del decreto anti-crisi, a fine giugno, che contiene una stretta sui beni detenuti illegalmente nei paradisi fiscali. L'Ufficio accertamento dell'Agenzia ha archiviato meticolosamente, si apprende da ambienti della stessa amministrazione, giorno per giorno le notizie sulla diatriba diffuse dagli stessi eredi, in particolare dalla figlia dell'avvocato, Margherita. Quanto ai tempi dell'indagine fiscale, Befera non si pronuncia: "La stiamo seguendo, al momento non c'e' nulla di nuovo, non ho nulla da commentare", si limita a rispondere. Tecnici dell'amministrazione fanno notare che qualora venisse accertata l'evasione, gli eredi Agnelli non potrebbero usufruire dello scudo, la norma che concede una sanatoria per chi rimpatria i capitali detenuti all'estero illegalmente, perche' esiste un procedimento in corso. Secondo il Tg5 si tratterebbe di capitali detenuti per lo piu' in Svizzera e la cifra potrebbe collocarsi tra 1 e 2 miliardi di euro. Margherita ha sempre puntato il dito contro i gestori del patrimonio. Chiede l'esatto rendiconto dell'asse ereditario e, secondo quanto riferito sempre questa sera dal Tg5, ha citato in giudizio la madre: "Non volevo citare lei, sono stata costretta. Superato il lutto - sarebbero sempre parole della figlia dell'avvocato riferite nel Tg di Clemente Mimun - per aver perso mio padre ora devo affrontare il dolore di aver perso mia madre".
lunedì 27 luglio 2009
Inchiesta D’Alfonso, chiesto il rinvio a giudizio per 26 persone
Fonte: PrimadaNoi del 28.07.2009
Inchiesta D’Alfonso, chiesto il rinvio a giudizio per 26 persone
PESCARA. Il pm del tribunale di Pescara, Gennaro Varone, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto e altre 23 persone.L’inchiesta è quella denominata "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara che portò all’arresto del sindaco il 15 dicembre scorso. La richiesta conta 46 pagine e in allegato una memoria di 100 pagine.I 26 imputati devono rispondere, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata liberta' degli incanti.
Tra gli imputati il dirigente comunale Guido Dezio e l'imprenditore Massimo De Cesaris, che finirono agli arresti domiciliari insieme a D'Alfonso. L'inchiesta e' focalizzata sui lavori pubblici, tra cui quelli riguardanti i cimiteri e l'area di risulta, e sulla pubblicità istituzionale ed è cominciata verso la fine del 2007 una segnalazione giunta in procura indicava un certo numero di certificati anagrafici esenti da imposte stampati per motivi ignoti.
NEL MIRINO VIAGGI E CENEIl patron di Air One, secondo l’accusa, avrebbe versato tangenti al primo cittadino. Gli contestano il reato di corruzione e il corrotto, secondo la procura, sarebbe proprio il sindaco della città.Mentre il Comune stava per predisporre il bando di gara per l’affidamento dell’area di risulta (poi vinta da Toto) «sarebbero state pagate migliaia di cene elettorali».«Carlo Toto», scrisse il gip De Ninis nell’ordinanza, «gli avrebbe messo a disposizione un aereo per i movimenti suoi e dei suoi familiari ai quali avrebbe fatto avere anche biglietti gratis e la disponibilità di un'auto con autista per 3 anni. dal settembre 2004 al gennaio 2007, per ottenere appalti». Dalle indagini, inoltre, sarebbero state trovate tracce di tangenti in denaro, pranzi e cene per circa 11 mila euro. I fratelli Toto, sempre secondo le accuse, avrebbero anche versato finanziamenti a società ed enti ricollegabili in qualche modo a D'Alfonso (100 mila euro alla Pro Loco di Lettomanoppello, 100 mila euro per acquisito mezzo della famosa ambulanza di Lettomanoppello.
UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUEREA Luciano D'Alfonso, Guido Dezio, Marco Molisani, Luciano Di Biase, Vincenzo Cirone, Antonio Dandolo, Pierpaolo Pescara, Marco Presutti, Fabrizio Paolini, Giampiero Leombroni, e' contestata l'associazione per delinquere.Per il pm D'Alfonso era «capo e promotore», gli altri partecipi. Lo scopo finale quello di «commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio» volti «al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attività politica di Luciano D'Alfonso e per la propaganda presso i potenziali elettori in favore del sindaco».Durante le indagini gli inquirenti hanno poi scoperto come dai conti ufficiali del sindaco non venisse mai prelevato denaro.Nell’ordinanza di arresto dello scorso 15 dicembre il gip parlava inoltre di «inquinamento della democrazia» e di «mortificazione dei diritti fondamentali». Dubbi e sospetti emersero poi anche sulla imponente villa dell’ex sindaco, a Manoppello.
Il pm Varone scoprì «che non appena l’impresa di costruzione ha iniziato i lavori nella casa del sindaco, le sono piovute commesse dal Comune di Pescara; spesso artatamente preparate da illeciti frazionamenti delle opere appaltabili (così da aggirare l’obbligo della pubblica gara d’appalto) e, in molti casi, direttamente assegnate (con una disinvolto uso del cottimo fiduciario, vietato per le opere di importo superiore a € 20.000) in aperta violazione dei più elementari dettami dell’evidenza pubblica».Gli atti relativi all'inchiesta sono raccolti in oltre 50 faldoni a cui si aggiungono 40 scatoloni contenenti il materiale sequestrato nel corso delle indagini. Ora tocca al gup fissare la data dell'udienza preliminare.24/07/2009 15.30
COSI' E' NATA L'INCHIESTA HOUSEWORK
VIAGGI E CENE PER CEMENTARE L’AMICIZIA
«COSI’ SI TRUCCAVANO GLI APPALTI»«UN PC DA 3 MILA EURO PER UNA ASSUNZIONE»IL PM: «ECCO LO STILE D’ALFONSO»LE CONTRADDIZIONI NEGLI INTERROGATORI DI GARANZIA
LA SQUADRA D'AZIONE
LA PROVA DI ENTRATE OSCURE: NESSUN PRELEVAMENTO DAI CONTI PER MESI
VILLA SOTTOCOSTO: QUANDO I CONTI NON TORNANO
SIGILLI ALLA VILLA
Inchiesta D’Alfonso, chiesto il rinvio a giudizio per 26 persone
PESCARA. Il pm del tribunale di Pescara, Gennaro Varone, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto e altre 23 persone.L’inchiesta è quella denominata "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara che portò all’arresto del sindaco il 15 dicembre scorso. La richiesta conta 46 pagine e in allegato una memoria di 100 pagine.I 26 imputati devono rispondere, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata liberta' degli incanti.
Tra gli imputati il dirigente comunale Guido Dezio e l'imprenditore Massimo De Cesaris, che finirono agli arresti domiciliari insieme a D'Alfonso. L'inchiesta e' focalizzata sui lavori pubblici, tra cui quelli riguardanti i cimiteri e l'area di risulta, e sulla pubblicità istituzionale ed è cominciata verso la fine del 2007 una segnalazione giunta in procura indicava un certo numero di certificati anagrafici esenti da imposte stampati per motivi ignoti.
NEL MIRINO VIAGGI E CENEIl patron di Air One, secondo l’accusa, avrebbe versato tangenti al primo cittadino. Gli contestano il reato di corruzione e il corrotto, secondo la procura, sarebbe proprio il sindaco della città.Mentre il Comune stava per predisporre il bando di gara per l’affidamento dell’area di risulta (poi vinta da Toto) «sarebbero state pagate migliaia di cene elettorali».«Carlo Toto», scrisse il gip De Ninis nell’ordinanza, «gli avrebbe messo a disposizione un aereo per i movimenti suoi e dei suoi familiari ai quali avrebbe fatto avere anche biglietti gratis e la disponibilità di un'auto con autista per 3 anni. dal settembre 2004 al gennaio 2007, per ottenere appalti». Dalle indagini, inoltre, sarebbero state trovate tracce di tangenti in denaro, pranzi e cene per circa 11 mila euro. I fratelli Toto, sempre secondo le accuse, avrebbero anche versato finanziamenti a società ed enti ricollegabili in qualche modo a D'Alfonso (100 mila euro alla Pro Loco di Lettomanoppello, 100 mila euro per acquisito mezzo della famosa ambulanza di Lettomanoppello.
UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUEREA Luciano D'Alfonso, Guido Dezio, Marco Molisani, Luciano Di Biase, Vincenzo Cirone, Antonio Dandolo, Pierpaolo Pescara, Marco Presutti, Fabrizio Paolini, Giampiero Leombroni, e' contestata l'associazione per delinquere.Per il pm D'Alfonso era «capo e promotore», gli altri partecipi. Lo scopo finale quello di «commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio» volti «al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attività politica di Luciano D'Alfonso e per la propaganda presso i potenziali elettori in favore del sindaco».Durante le indagini gli inquirenti hanno poi scoperto come dai conti ufficiali del sindaco non venisse mai prelevato denaro.Nell’ordinanza di arresto dello scorso 15 dicembre il gip parlava inoltre di «inquinamento della democrazia» e di «mortificazione dei diritti fondamentali». Dubbi e sospetti emersero poi anche sulla imponente villa dell’ex sindaco, a Manoppello.
Il pm Varone scoprì «che non appena l’impresa di costruzione ha iniziato i lavori nella casa del sindaco, le sono piovute commesse dal Comune di Pescara; spesso artatamente preparate da illeciti frazionamenti delle opere appaltabili (così da aggirare l’obbligo della pubblica gara d’appalto) e, in molti casi, direttamente assegnate (con una disinvolto uso del cottimo fiduciario, vietato per le opere di importo superiore a € 20.000) in aperta violazione dei più elementari dettami dell’evidenza pubblica».Gli atti relativi all'inchiesta sono raccolti in oltre 50 faldoni a cui si aggiungono 40 scatoloni contenenti il materiale sequestrato nel corso delle indagini. Ora tocca al gup fissare la data dell'udienza preliminare.24/07/2009 15.30
COSI' E' NATA L'INCHIESTA HOUSEWORK
VIAGGI E CENE PER CEMENTARE L’AMICIZIA
«COSI’ SI TRUCCAVANO GLI APPALTI»«UN PC DA 3 MILA EURO PER UNA ASSUNZIONE»IL PM: «ECCO LO STILE D’ALFONSO»LE CONTRADDIZIONI NEGLI INTERROGATORI DI GARANZIA
LA SQUADRA D'AZIONE
LA PROVA DI ENTRATE OSCURE: NESSUN PRELEVAMENTO DAI CONTI PER MESI
VILLA SOTTOCOSTO: QUANDO I CONTI NON TORNANO
SIGILLI ALLA VILLA
giovedì 25 dicembre 2008
INVALIDA 100%,NEGATO L'ACCOMPAGNAMENTO.CI SI VUOL VEDERE CHIARO
Fonte: Leggimi
INVALIDA 100%,NEGATO L'ACCOMPAGNAMENTO.CI SI VUOL VEDERE CHIARO (by giovanni, published mercoledì 24 dicembre 2008 16:00) La commissione medica per la valutazione dei requisiti di idoneita' per il rilascio dell'indennita' di accompagnamento, ha negato all'assessore alle Politiche sociali del Comune di Castel di Sangro, Andrea Liberatore, l'accesso ai documenti della pratica di A.S., 58 anni, cittadina di Castel di Sangro che ha chiesto di poter accedere alla pratica eutanasica per mettere fine alla sua vita: "non dignitosa ed estranea a quanto costituzionalmente garantito a tutti i cittadini italiani". L'assessore questa mattina si e' recato presso gli uffici della Asl per richiedere copia dei documenti in cui e' espresso il parere negativo della commissione per il rilascio dell'integrazione di accompagnamento, ma il diniego dei medici e' stato chiaro: "La tutela della privacy ci impone di non divulgare dati sensibili". Per questo l'assessore, spogliate le vesti istituzionali e visto che e' anche avvocato, si rechera' dalla signora per farsi incaricare con regolare mandato. L'attivita' di Liberatore e' tesa a chiarire perche' questa donna, nonostante sia invalida al 100 per cento, non si sia vista riconoscere l'indennita' che normalmente spetta a coloro che si trovano nella sua situazione. "Il mio ringraziamento - continua la donna - va a tutti coloro che si stanno prodigando per la mia causa, che poi e' quella che interessa altre migliaia di persone in Italia. Alla fine, speriamo prima che intervengano decessi naturali, forse riusciremo a capire se abbiamo un ruolo nella societa', con tutti i diritti e doveri, oppure i malati di tumore vengono trattati alla stregua di appestati, persone - conclude - che e' piu' conveniente relegare nei meandri del dimenticatoio, anche da parte dello Stato".Intanto la Provincia dell'Aquila, tramite la presidente Stefania Pezzopane, sta acquisendo tutti gli elementi utili per cercare di individuare, congiuntamente a Comune di Castel di Sangro e Comunita' montana, una soluzione al problema.agi
Gli USA scendono in una recessione empre più profonda,secondo i dati diffusi oggi al govero USA
Fonte: Reuters - Ieri - 17.48
WASHINGHTON (Reuters) -
WASHINGHTON (Reuters) -
Gli Usa scivolano in un recessione sempre più profonda, secondo i dati diffusi oggi dal governo Usa.
Il numero di nuovi sussidi di disoccupazione chiesti questa settimana ha raggiunto il record da 26 anni e le spese dei consumatori si contraggono per il quinto mese consecutivo.
Negli Usa i consumatori hanno tagliato le spese per il quinto mese consecutivo in novembre e i loro redditi sono diminuiti secondo il rapporto mensile del dipartimento del Commercio. Dati che sottolineano un aumento della pressione recessiva.
Il rapporto mostra come la spesa si sia contratta dello 0,6%, contro un calo dell'1% di ottobre. Le entrate si sono ridotte dello 0,2% dopo un calo dello 0,1% in ottobre.
Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti dell'1% in novembre, in misura minore rispetto alle attese.
Il numero di lavoratori statunitensi che hanno presentato domanda di indennità di disoccupazione la scorsa settimana è salito di 30mila unità, segnando un record da 26 anni.
Le nuove richieste di sussidi sono aumentate di 586 mila unità, riviste su base stagionale, nella settimana del 20 dicembre da 556mila unità della settimana precedente, ha annunciato il Dipartimento del Lavoro.
Nel corso dell'anno quasi 2 milioni di persone hanno perso il loro posto in tutti gli Stati Uniti, portando il tasso di disoccupazione al 6,7%.
MISURE ANTICRISI
I governi di tutto il mondo hanno cercato di incrementare la spesa per cercare di allentare la recessione innescata dalla crisi del credito negli Usa.
Giappone e Germania sono solo gli ultimi due paesi in ordine di tempo ad avere reso noti i loro piani di spesa.
Il governo giapponese ha approvato oggi un bilancio record da 88,5 milioni di miliardi di yen (980 miliardi di dollari), per coprire un programma di stimoli fiscali da 12 milioni di miliardi di yen e la Germania ha predisposto il suo secondo pacchetto di spesa da 25 miliardi di euro.
Alcuni economisti rilevano però come l'aumento della spesa fino ad ora non sia riuscito a far crescere la fiducia dei consumatori, dei mercati e degli investitori.
LA STRADA MAESTRA DELLA CRISI
Molte tra le principali società stanno lottano per sopravvivere, tagliano posti di lavoro, diminuiscono i giorni lavorativi o riducono i benefit per far fronte all'indebolimento delle domanda. Ma per altri la crisi è diventata troppo aggressiva.
Zavvi, società che distribuisce cd, dvd, libri e giochi, è diventata la terza maggiore vittima della crisi in Gran Bretagna in meno di 24 ore. Gli amministratori di Ernt & Young hanno detto che intendono vendere i 144 punti vendita di Zavvi in Gran Bretagna nell'ottica di cedere tutta o una parte della società.
I listini europei hanno concluso con il segno meno un seduta più breve in vista della pausa di Natale e caratterizzata da scambi sottili. Pesano soprattutto gli energetici a causa del calo del greggio sotto i 40 dollari al barile.
Wall Street scambia in positivo, nonostante l'ondata di dati Usa negativi diffusi nel pomeriggio.
La Germania pensa di limitare a 25 miliardi di euro un secondo pacchetto di stimoli per l'economia, rivela un politico di uno dei lander. Una misura molto inferiore rispetto ai 40 miliardi di euro destinati a nuovi progetti di cui Der Spiegel aveva scritto in precedenza.
Intanto, la banca centrale della Polonia ha annunciato un probabile taglio dei tassi nel 2009.
In Russia, una fonte vicina alla banca centrale ha confermato che il rublo è stato svalutato sette volte in un mese e il viceministro degli interni ha detto che nel Paese si registrano un numero crescente di disordini legati alle misure anticrisi.
"La situazione può essere esacerbata dalle proteste che nascono dalla frustrazione dei lavoratori perchè non vengono pagati gli stipendi o perchè a rischio di licenziamento", ha dichiarato il viceministro Mikhail Sukhodolsky, secondo quanto riportato dall'agenzia Ria.
La primo ministro ukraino Yulia Tymoshenko ha annunciato che nel 2008 il deficit di bilancio potrebbe non essere coperto perché mancano i fondi.
"La banca centrale si è rifiutata di rifinanziare entro la fine dell'anno le banche che hanno accettato di fornire crediti per il deficit di bilancio pianificato dello Stato", ha detto la premier durante una conferenza stampa.
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.
Il numero di nuovi sussidi di disoccupazione chiesti questa settimana ha raggiunto il record da 26 anni e le spese dei consumatori si contraggono per il quinto mese consecutivo.
Negli Usa i consumatori hanno tagliato le spese per il quinto mese consecutivo in novembre e i loro redditi sono diminuiti secondo il rapporto mensile del dipartimento del Commercio. Dati che sottolineano un aumento della pressione recessiva.
Il rapporto mostra come la spesa si sia contratta dello 0,6%, contro un calo dell'1% di ottobre. Le entrate si sono ridotte dello 0,2% dopo un calo dello 0,1% in ottobre.
Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti dell'1% in novembre, in misura minore rispetto alle attese.
Il numero di lavoratori statunitensi che hanno presentato domanda di indennità di disoccupazione la scorsa settimana è salito di 30mila unità, segnando un record da 26 anni.
Le nuove richieste di sussidi sono aumentate di 586 mila unità, riviste su base stagionale, nella settimana del 20 dicembre da 556mila unità della settimana precedente, ha annunciato il Dipartimento del Lavoro.
Nel corso dell'anno quasi 2 milioni di persone hanno perso il loro posto in tutti gli Stati Uniti, portando il tasso di disoccupazione al 6,7%.
MISURE ANTICRISI
I governi di tutto il mondo hanno cercato di incrementare la spesa per cercare di allentare la recessione innescata dalla crisi del credito negli Usa.
Giappone e Germania sono solo gli ultimi due paesi in ordine di tempo ad avere reso noti i loro piani di spesa.
Il governo giapponese ha approvato oggi un bilancio record da 88,5 milioni di miliardi di yen (980 miliardi di dollari), per coprire un programma di stimoli fiscali da 12 milioni di miliardi di yen e la Germania ha predisposto il suo secondo pacchetto di spesa da 25 miliardi di euro.
Alcuni economisti rilevano però come l'aumento della spesa fino ad ora non sia riuscito a far crescere la fiducia dei consumatori, dei mercati e degli investitori.
LA STRADA MAESTRA DELLA CRISI
Molte tra le principali società stanno lottano per sopravvivere, tagliano posti di lavoro, diminuiscono i giorni lavorativi o riducono i benefit per far fronte all'indebolimento delle domanda. Ma per altri la crisi è diventata troppo aggressiva.
Zavvi, società che distribuisce cd, dvd, libri e giochi, è diventata la terza maggiore vittima della crisi in Gran Bretagna in meno di 24 ore. Gli amministratori di Ernt & Young hanno detto che intendono vendere i 144 punti vendita di Zavvi in Gran Bretagna nell'ottica di cedere tutta o una parte della società.
I listini europei hanno concluso con il segno meno un seduta più breve in vista della pausa di Natale e caratterizzata da scambi sottili. Pesano soprattutto gli energetici a causa del calo del greggio sotto i 40 dollari al barile.
Wall Street scambia in positivo, nonostante l'ondata di dati Usa negativi diffusi nel pomeriggio.
La Germania pensa di limitare a 25 miliardi di euro un secondo pacchetto di stimoli per l'economia, rivela un politico di uno dei lander. Una misura molto inferiore rispetto ai 40 miliardi di euro destinati a nuovi progetti di cui Der Spiegel aveva scritto in precedenza.
Intanto, la banca centrale della Polonia ha annunciato un probabile taglio dei tassi nel 2009.
In Russia, una fonte vicina alla banca centrale ha confermato che il rublo è stato svalutato sette volte in un mese e il viceministro degli interni ha detto che nel Paese si registrano un numero crescente di disordini legati alle misure anticrisi.
"La situazione può essere esacerbata dalle proteste che nascono dalla frustrazione dei lavoratori perchè non vengono pagati gli stipendi o perchè a rischio di licenziamento", ha dichiarato il viceministro Mikhail Sukhodolsky, secondo quanto riportato dall'agenzia Ria.
La primo ministro ukraino Yulia Tymoshenko ha annunciato che nel 2008 il deficit di bilancio potrebbe non essere coperto perché mancano i fondi.
"La banca centrale si è rifiutata di rifinanziare entro la fine dell'anno le banche che hanno accettato di fornire crediti per il deficit di bilancio pianificato dello Stato", ha detto la premier durante una conferenza stampa.
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.
mercoledì 24 dicembre 2008
Costi occulti, usura e perpetuazione del debito
Fonte: Recupro crediti
Costi occulti, usura e perpetuazione del debito13 08 2008
Albert Einstein
Albert Einstein definì la capitalizzazione composta, cioè la produzione di interessi dagli interessi, come la più grande scoperta matematica dell’umanita’. Il padre della Teoria della Relatività non poteva tuttavia immaginare a quali livelli di impiego di tale meccanismo finanziario sarebbero arrivate, già negli anni’50,le banche italiane. Hanno trasformato una normale apertura di credito in conto corrente in una formidabile fonte di moltiplicazione dei profitti, caratterizzata da una sistematica generazione di costi per l’ignaro utente bancario, in massima parte occulti e con un accentuato andamento esponenziale in rapporto al passare del tempo.
L’espediente contabile della capitalizzazione trimestrale utilizzato dagli istituti di credito nei rapporti di conto corrente bancario si concretizza, nella realtà operativa, in software appositamente predisposti mediante i quali la banca “traveste” gli interessi da capitale. Di conseguenza nel conto corrente, il capitale riportato negli estratti conto trimestrali non e’ “puro” ma comprende una quota di interessi sempre maggiore con il trascorre del tempo, fino a giungere ad un debito costituito da soli interessi.
E’ da sottolineare che i meccanismi impiegati dalle aziende di credito per la progressiva moltiplicazione delle competenze sono due: l’anatocismo(cioe’ la capitalizzazione composta) esercitato sugli interessi e quello esercitato sulla commissione di massimo scoperto. Tali anatocismi agiscono in modo reciproco e sinergico, moltiplicando vicendevolmente e progressivamente interessi e competenze.
L’anatocismo degli interessi, infatti, moltiplica gli interessi e la commissione di massimo scoperto; l’anatocismo della commissione di massimo scoperto moltiplica se stesso e gli interessi. A ciò si aggiungano le spese e le incidenze delle valute (i cosiddetti giorni-banca) elencate dall’istituto di credito nell’estratto conto scalare inviato trimestralmente al cliente, che hanno già incrementato il”debito” dell’utente bancario: competenze sulle quali si esercita l’effetto moltiplicatore dei meccanismi appena descritti. Il risultato di questo sistema e’ di rendere esorbitante il costo del credito in maniera deliberatamente occulta e di perpetuare il “debito” del cliente, ben presto costituito - ad insaputa dello stesso - da soli interessi e spese autoriproducenti.
Ecco alcuni motivi per cui si oltrepassa la soglia usuraria prevista dalla legge 108/96. Relativamente all’applicazione della legge sull’usura nelle aule dei tribunali civili e penali italiani, alcune volte si assiste ad un’impropria e fuorviante applicazione, da parte dei periti dei giudici e/o degli istituti di credito, delle istruzioni per la rilevazione del teg (tasso effettivo globale) emanate tempo per tempo dalla Banca d’Italia. Tali professionisti, infatti, considerano le istruzioni dell’istituto centrale (costituenti mero atto amministrativo di natura normativa) come uno strumento “alternativo” per la determinazione del teg usurario rispetto all’ unico criterio legislativo imposto dall’art. 2, 1° comma, della Legge 108/96 riproducente l’art. 644, 4° comma, del Codice Penale, che così recitano: “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. La diretta applicazione di tale norma non può infatti prescindere dalla inclusione nel paradigma di calcolo seguito dai periti incaricati, di tutti quegli oneri che concorrono alla formazione del costo effettivo globale del credito che l’utente bancario sostiene per l’utilizzo di una somma di denaro concessagli dall’istituto creditizio, quali: gli interessi, l’anatocismo multiplo, le valute sui versamenti e sui prelevamenti, le spese legali ed assimilate, gli interessi di mora, gli addebiti per tenuta conto, per istruzione e revisione pratiche di fido, le spese per assicurazioni e la commissione di massimo scoperto.
Come abbiamo già visto, alla fine di ogni trimestre, il compenso globale dovuto dal correntista viene capitalizzato e va ad aumentare il debito del trimestre successivo; al tempo stesso, vengono addebitati sul conto commissioni e spese. E’ evidente, pertanto, che il costo effettivo del credito in conto corrente si compone di diversi elementi e risulta notevolmente più elevato del tasso di interesse nominalmente ed apparentemente ad esso applicato dalla banca. Fattori di costo peraltro soggetti, come abbiamo visto, a processi di tipo esponenziale che non possono assolutamente trovare parziale riconoscimento in pseudo-metodologie di analisi del rapporto creditizio, chiaramente orientate ad una maliziosa interpretazione delle istruzioni della Banca d’Italia ed a una strumentale applicazione della disciplina contrattuale.
Si tratta di interessate confusioni, raramente attribuibili a scarsa competenza tecnica, che contribuiscono spesso a consolidare, nel corso dei giudizi, l’occultamento delle sostanziose e illecite remunerazioni, percepite nel corso del rapporto di conto corrente da parte delle banche, con conseguente e rilevante danno per il correntista, che oltre a non vedersi risarcito il maltolto, deve rassegnarsi anche a non poter avere la soddisfazione, morale e finanziaria, di vedersi riconosciuto il proprio status di usurato bancario.
di FRANCO GOGLIA
da LiberoReporter
Costi occulti, usura e perpetuazione del debito13 08 2008
Albert Einstein
Albert Einstein definì la capitalizzazione composta, cioè la produzione di interessi dagli interessi, come la più grande scoperta matematica dell’umanita’. Il padre della Teoria della Relatività non poteva tuttavia immaginare a quali livelli di impiego di tale meccanismo finanziario sarebbero arrivate, già negli anni’50,le banche italiane. Hanno trasformato una normale apertura di credito in conto corrente in una formidabile fonte di moltiplicazione dei profitti, caratterizzata da una sistematica generazione di costi per l’ignaro utente bancario, in massima parte occulti e con un accentuato andamento esponenziale in rapporto al passare del tempo.
L’espediente contabile della capitalizzazione trimestrale utilizzato dagli istituti di credito nei rapporti di conto corrente bancario si concretizza, nella realtà operativa, in software appositamente predisposti mediante i quali la banca “traveste” gli interessi da capitale. Di conseguenza nel conto corrente, il capitale riportato negli estratti conto trimestrali non e’ “puro” ma comprende una quota di interessi sempre maggiore con il trascorre del tempo, fino a giungere ad un debito costituito da soli interessi.
E’ da sottolineare che i meccanismi impiegati dalle aziende di credito per la progressiva moltiplicazione delle competenze sono due: l’anatocismo(cioe’ la capitalizzazione composta) esercitato sugli interessi e quello esercitato sulla commissione di massimo scoperto. Tali anatocismi agiscono in modo reciproco e sinergico, moltiplicando vicendevolmente e progressivamente interessi e competenze.
L’anatocismo degli interessi, infatti, moltiplica gli interessi e la commissione di massimo scoperto; l’anatocismo della commissione di massimo scoperto moltiplica se stesso e gli interessi. A ciò si aggiungano le spese e le incidenze delle valute (i cosiddetti giorni-banca) elencate dall’istituto di credito nell’estratto conto scalare inviato trimestralmente al cliente, che hanno già incrementato il”debito” dell’utente bancario: competenze sulle quali si esercita l’effetto moltiplicatore dei meccanismi appena descritti. Il risultato di questo sistema e’ di rendere esorbitante il costo del credito in maniera deliberatamente occulta e di perpetuare il “debito” del cliente, ben presto costituito - ad insaputa dello stesso - da soli interessi e spese autoriproducenti.
Ecco alcuni motivi per cui si oltrepassa la soglia usuraria prevista dalla legge 108/96. Relativamente all’applicazione della legge sull’usura nelle aule dei tribunali civili e penali italiani, alcune volte si assiste ad un’impropria e fuorviante applicazione, da parte dei periti dei giudici e/o degli istituti di credito, delle istruzioni per la rilevazione del teg (tasso effettivo globale) emanate tempo per tempo dalla Banca d’Italia. Tali professionisti, infatti, considerano le istruzioni dell’istituto centrale (costituenti mero atto amministrativo di natura normativa) come uno strumento “alternativo” per la determinazione del teg usurario rispetto all’ unico criterio legislativo imposto dall’art. 2, 1° comma, della Legge 108/96 riproducente l’art. 644, 4° comma, del Codice Penale, che così recitano: “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. La diretta applicazione di tale norma non può infatti prescindere dalla inclusione nel paradigma di calcolo seguito dai periti incaricati, di tutti quegli oneri che concorrono alla formazione del costo effettivo globale del credito che l’utente bancario sostiene per l’utilizzo di una somma di denaro concessagli dall’istituto creditizio, quali: gli interessi, l’anatocismo multiplo, le valute sui versamenti e sui prelevamenti, le spese legali ed assimilate, gli interessi di mora, gli addebiti per tenuta conto, per istruzione e revisione pratiche di fido, le spese per assicurazioni e la commissione di massimo scoperto.
Come abbiamo già visto, alla fine di ogni trimestre, il compenso globale dovuto dal correntista viene capitalizzato e va ad aumentare il debito del trimestre successivo; al tempo stesso, vengono addebitati sul conto commissioni e spese. E’ evidente, pertanto, che il costo effettivo del credito in conto corrente si compone di diversi elementi e risulta notevolmente più elevato del tasso di interesse nominalmente ed apparentemente ad esso applicato dalla banca. Fattori di costo peraltro soggetti, come abbiamo visto, a processi di tipo esponenziale che non possono assolutamente trovare parziale riconoscimento in pseudo-metodologie di analisi del rapporto creditizio, chiaramente orientate ad una maliziosa interpretazione delle istruzioni della Banca d’Italia ed a una strumentale applicazione della disciplina contrattuale.
Si tratta di interessate confusioni, raramente attribuibili a scarsa competenza tecnica, che contribuiscono spesso a consolidare, nel corso dei giudizi, l’occultamento delle sostanziose e illecite remunerazioni, percepite nel corso del rapporto di conto corrente da parte delle banche, con conseguente e rilevante danno per il correntista, che oltre a non vedersi risarcito il maltolto, deve rassegnarsi anche a non poter avere la soddisfazione, morale e finanziaria, di vedersi riconosciuto il proprio status di usurato bancario.
di FRANCO GOGLIA
da LiberoReporter
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